Yoga subacqueo, una pratica davvero magica

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Spesso durante la nostra vita ci capita di vivere situazioni davvero difficili, questi avvenimenti ci rendono molto instabili e possono creare molta ansia. Naturalmente passato il periodo post traumatico, l’ansia e lo stress tornano ad attenuarsi, ma purtroppo non è sempre così. Se persistono livelli alti di stress si andrà a cercare un metodo per contrastare e battere quest’ultimo. Lo yoga lavora sulla respirazione, e grazie a particolari tecniche scioglie le tensioni corporee. Nell’ultimo periodo si sta sviluppando sempre di più una versione di yoga diversa da quella classica, ossia una versione subacquea. Se siete interessati a questo argomento, allora non smettete di leggere questa guida. Infatti, in seguito in questo articolo vi verrà spiegato come praticare lo yoga subacqueo.

Lo yoga adotta particolari tecniche che riducono lo stress, e riducono eventuali rischi vascolari alle persone stesse. Le posizioni dello yoga subacqueo sono praticamente le stesse dallo yoga classico, con alcune differenze però: l’acqua tende a cambiare la nostra forza nei movimenti, rinforzando quindi i nostri muscoli, quest’ultima se piace ha un effetto ancora più rilassante. Inoltre in acqua si potrà andare in apnea, questi esercizi rinforzeranno gli apparati vascolari e respiratori. Gli studiosi sostengono inoltre che il rilassarsi vicino al mare crei nel nostro cervello nuova energia, e creatività, insomma i vostri pensieri si faranno più “aperti” e limpidi.

Come prima posizione nello yoga citiamo la Anjali Mudra, quest’ultima posizione consiste nell’ incrociare le gambe da seduti, e nel portare le mani unite sul torace, vicino al cuore. I respiri dovranno essere profondi e i pensieri dovranno essere positivi. Con la Sukhasana rimarrete praticamente nella stessa posizione precedente, con la differenza che metterete le mani sui rispettivi ginocchi. Questa posizione creerà anche sollievo alla schiena, quest’ultima dovrà essere dritta.

Un’ altra posizione potrebbe essere quella di mettersi a carponi, in questo caso avrete la testa sotto l’acqua. Dovrete flettere la schiena verso l’alto con la testa verso il basso, con le mani a terra. Questa posizione assomiglia molto a quella che spesso adottano i gatti in situazioni di tensione. Questi appena citati erano soltanto dei semplici esempi, esistono ancora innumerevoli posizioni da provare. Un consiglio è quello di fare questi esercizi in una zona specializzata, quindi con un istruttore che possa farvi chiarezza su eventuali dubbi, e possa correggere eventuali vostri errori.